Perdono nel Vangelo non significa subire abusi, ma mettere chi ha ferito davanti a Dio e liberare il cuore dall'odio tossico. Gesù insegna settanta volte sette (Mt 18) non come un contabile, ma come una decisione d'amore che si ripete all'infinito. Nella famiglia, i coniugi e i genitori sono un modello per i figli: chiedere scusa nominando l'errore (“mi dispiace, figlio, perché ho urlato troppo”), evitare di riaprire vecchie ferite ogni volta che si litiga, e incoraggiare il sacerdote quando i conflitti si prolungano. A volte è necessario stabilire confini sicuri insieme al perdono — cioè non restituire il potere a chi è pericoloso, ma non lasciare che l'odio corrompa il cuore.
Perdono e Sacramenti
La confessione nutre il perdono ricevuto da Dio; la Messa ci ricorda di perdonare come siamo stati perdonati. La famiglia può andare a confessarsi insieme dopo una grande crisi — non “costringendosi” l'un l'altro, ma invitando alla comunione nella grazia. Quando un membro rifiuta di chiedere scusa, l'altro può comunque pregare e invitare con dolcezza secondo le proprie possibilità.
“Perdonatevi a vicenda, come Dio vi ha perdonati in Cristo.”
— Ef 4:32 (it)
I bambini imparano a perdonare attraverso il corpo
Abbracciare dopo essersi riconciliati, scrivere biglietti di scuse, o riparare insieme le conseguenze (riordinare ciò che è stato danneggiato) sono tutte linguaggi d'amore. Non costringere i bambini a ‘fare pace finta’; ma incoraggiare a riconoscere sinceramente l'errore prima di guardare un film la sera.
Quando ci si separa o si divorzia
Perdonare non significa negare il dolore o ignorare gli aspetti legali; è necessaria una pastorale di accompagnamento. La parrocchia dovrebbe avere un gruppo di supporto invece di limitarsi a criticare. I bambini devono sentire che Dio non abbandona la famiglia anche se i genitori non vivono più insieme.
Fratelli e parole maligne
Litigare per i giocattoli lascia ferite durature se i genitori non intervengono obbligando a scusarsi in modo specifico. Insegnare “quello che hai detto ha ferito, per favore correggi” è meglio che ordinare un silenzio forzato. I ricordi di famiglia — album fotografici, viaggi — nutrono memorie positive affinché, nei momenti di rabbia, si ricordi di essere stati amati prima di meritare.


